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Quando inizi a dubitare di te

Immagine del redattore: Luisa Pesarin
Luisa Pesarin
3 set
Tempo di lettura: 2 min


Il gaslighting non comincia necessariamente con una grande bugia. Più spesso si insinua attraverso piccole negazioni ripetute:


“Non è mai successo.”


“Stai esagerando.”


“Te lo sei immaginato.”


“Sei troppo sensibile.”


Una frase isolata può nascere da un malinteso. Quando però queste risposte diventano sistematiche, qualcosa cambia: non si discute più soltanto di ciò che è accaduto. Si comincia a mettere in discussione la capacità dell’altra persona di ricordare, comprendere e interpretare la realtà.

Ed è qui che nasce il dubbio.


La persona coinvolta ripercorre continuamente conversazioni e messaggi. Cerca conferme. Si domanda se abbia davvero esagerato, se sia stata ingiusta, se il problema sia il suo carattere. A poco a poco, può arrivare a fidarsi più della versione altrui che delle proprie percezioni.


Il gaslighting non coincide con ogni litigio, bugia o divergenza di opinione. È una dinamica ripetuta nella quale il vissuto dell’altro viene negato, deformato o ridicolizzato fino a indebolirne la sicurezza interiore.


Alcuni segnali da osservare


Potrebbe essere utile fermarsi quando:


* ti scusi continuamente, anche senza sapere bene per cosa;

* senti il bisogno di conservare messaggi o annotare conversazioni per verificare i fatti;

* temi di raccontare ciò che provi perché verresti definita “esagerata”;

* esci dai confronti più confusa di prima;

* smetti di parlare con persone fidate perché temi che non capirebbero;

* pensi sempre più spesso: “Forse il problema sono io”.


Nessuno di questi elementi, preso da solo, consente di definire una relazione. La loro ripetizione, però, merita attenzione.


Ritrovare un punto fermo


Il primo passo non è convincere l’altra persona ad ammettere ciò che ha fatto. Potrebbe non accadere mai. Il primo passo è ricostruire fiducia nella propria esperienza.


Può aiutare annotare gli episodi con parole semplici: che cosa è successo, che cosa è stato detto, come ci si è sentiti. Non per alimentare il conflitto, ma per fare chiarezza.


È importante anche mantenere il contatto con persone affidabili. L’isolamento rende il dubbio più potente; una relazione rispettosa restituisce proporzione e realtà.

E poi c’è una domanda essenziale:


Posso esprimere ciò che provo senza essere derisa, punita o costretta a dubitare di me?


In una relazione sana due persone possono ricordare diversamente un episodio. Possono discutere e perfino ferirsi. Ma resta possibile ascoltarsi, assumersi responsabilità e riconoscere il vissuto dell’altro.


Ritrovare la propria voce non significa avere sempre ragione. Significa sapere che le proprie emozioni e percezioni meritano di essere ascoltate.


Sul Divano Giallo, anche il dubbio può sedersi. Ma non deve avere l’ultima parola.


Questo contenuto ha finalità informative e culturali e non sostituisce il supporto medico, psicologico o legale. In presenza di pericolo o minacce è importante rivolgersi tempestivamente ai servizi competenti.

 
 
 

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